Mi chiamo Beatrice e sono una consulente strategica specializzata in marketing, comunicazione e coordinamento progettuale.
Ho sempre pensato che fare questo lavoro significhi, prima di tutto, capire le persone. Analizzarle, entrare in empatia con loro e con i loro sogni. Capire chi sono davvero, cosa desiderano, cosa temono, cosa amano. Cosa riescono o non riescono a dire di sé. Connettersi con loro, insomma.
Da oltre dieci anni attraverso territori diversi: marketing, comunicazione, brand strategy e project management. Ho scelto di costruire una carriera che fa della trasversalità il suo punto di forza.
Ho lavorato in tre Paesi, imparando da ognuno a leggere prospettive differenti e a tradurne i linguaggi. Ogni organizzazione, mercato e settore con cui mi sono confrontata ha ampliato il mio modo di leggere la complessità: dalle PMI alle multinazionali, dalla cultura al food & beverage, dal design al turismo.
Ho una formazione umanistica: la prima pietra che mi ha insegnato a definire obiettivi, costruire piani di lavoro, gestire fonti eterogenee e trasformare informazioni complesse in documenti chiari e realmente utili. E non solo: mi ha insegnato, soprattutto, che la relazione è la chiave di qualsiasi attività.
Credo anche che la professione racconti solo una parte di ciò che siamo. Per questo, continuo a coltivare tutto ciò che alimenta il mio sguardo sul mondo.
Pratico la scrittura creativa da quando ero bambina e leggo molti libri (soprattutto saggi e autofiction). Ho suonato la chitarra e l’ukulele per anni, canto sempre sotto la doccia e i miei gusti musicali oscillano tra Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Ho il pollice verde chiaro, amo i trekking in montagna e ho praticato tanti sport diversi ma alla fine sono sempre tornata dal mio primo grande amore: la corsa. Preferisco gli alcolici dai sapori amari, la pizza alla pasta, l’inverno all’estate.
Potrei continuare, ma preferisco raccontarti il resto di persona. E poi, ora che conosci un pezzo della mia storia, mi piacerebbe conoscere la tua: ho scelto questo lavoro perché volevo entrare in tanti mondi e appassionarmi a ciascuno di loro, fino a sentirli tutti anche un po’ miei. È così che riesco a comprendere davvero ogni progetto e capire di cosa ha bisogno: il tuo problema diventa il mio, e lo risolviamo insieme.
Perché indipendentemente dagli hobby, dalla professione e dai contesti, il mio filo conduttore è, e sarà, sempre lo stesso: costruire connessioni.